Si può narrare una città,
le relazioni tra gli uomini, i rapporti d’amore, i luoghi,
mettendo una macchina fotografica “a cavallo” di una bicicletta?
Giuliano Ferrari ci dice di sì, che è possibile.
Biciclette è prima di tutto un testo di poesia, una cronaca intensa,
narrata da un occhio disposto a guardare con amore e interesse
le relazioni tra gli uomini, tra le donne e gli uomini,
tra le cose e gli uomini, tra gli uomini e i luoghi.
Il vero narratore, soggetto ed oggetto di questo racconto fotografico
è la bicicletta, mezzo di trasporto, ma soprattutto mezzo mediatico,
che veicola concretamente e simbolicamente tante relazioni,
tante microstorie che testimoniano lo scorrere pulsante della vita.
La memoria torna a “Ladri di biciclette” perchè guardando le foto,
le piccole cronache diventano immagini di storia,
in un “neorealismo” postmoderno, rivisitato dalla sensibilità dell’oggi.
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