| | | Che immagini ci sarebbero pervenute se la fotografia, invece che nel secolo scorso, fosse stata inventata secoli prima? La questione è intrigante e forse spiega anche la ragione per cui raramente i fotografi si sono cimentati con la storia più antica che può nascondere un rischio terribile, quello del Kitsch. Giuliano Ferrari ha invece affrontato il problema con coraggio e misura andando soprattutto alla ricerca delle atmosfere. Lo ha fatto giocando su due piani, innanzitutto con una costruzione attenta e rigorosa delle scene e poi con una riflessione sul linguaggio fotografico stesso che lo ha portato a usare il bianconero e il formato panoramico, due elementi indispensabili per la dimensione evocativa che cercava con determinazione. Per evitare la staticità delle scene, Ferrari ha portato una particolare attenzione allaspetto compositivo e basta osservare le immagini per rendersi conto che il dialogo fra le singole parti della fotografia - al cui interno sono quasi sempre leggibili almeno tre scene ben scandite fra di loro - serve a recuperare quel dinamismo che conferisce allinsieme grande profondità prospettica e, di conseguenza, narrativa. Roberto Mutti (critico fotografico) | |